Quali sono le auto che consumano meno nel 2019?

Da Federico Cristalli • Pubblicato il 24 Ott 2019 in Consigli, Curiosità

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I consumi: un fattore di cui tenere conto

L’acquisto di una vettura comporta una serie di considerazioni molto diverse tra cui, per esempio, i consumi effettivi in relazione all’utilizzo che andremo a fare del veicolo stesso. Fortunatamente la tecnologia ha fatto in questo senso passi da gigante in questi ultimi anni dando vita a motori sempre meno “assetati” di carburante e ad altri dichiaratamente a impronta ecologica, gli ibridi e gli elettrici. Nel caso di questi ultimi, per esempio, si arriva ad annullare totalmente la necessità di soste al distributore, ma raramente ad oggi la scelta dei consumatori ricade su questo tipo di motori, almeno in Italia, a causa sia dei costi ancora poco popolari, della minor scelta e, ovviamente, della maggior reperibilità e praticità dei distributori di benzina e diesel rispetto alle colonnine elettriche.

Inutile negarlo. I consumi sono un fattore che andrà a incidere notevolmente sul costo della nostra auto sul lungo periodo ed è necessario tenerlo fortemente in considerazione sia per il nostro portafoglio che per il nostro ambiente, sempre più compromesso dalle emissioni.

 

Come si calcolano i consumi?

Per valutare correttamente quali siano le auto con i minori consumi è importante conoscere le modalità con cui questi vengono calcolati. Sono le case costruttrici a indicare i consumi di ogni veicolo sulla base di parametri imposti dalla CEE. Questi sono ripartiti in tre categorie: i consumi nel ciclo urbano, i consumi nel ciclo extraurbano e i consumi nel ciclo misto.

Le prove di consumo urbano avvengono a velocità che non supera mai i 50 Km/h per riprodurre le condizioni del traffico cittadino. La partenza avviene a motore freddo e successivamente vengono effettuate un paio di soste per simulare la fermata ai semafori fino a una durata complessiva di tre minuti e venticinque secondi. La velocità media calcolata in questo test è di 19 Km/h, tenendo conto appunto delle soste e del picco massimo.

Le prove di consumo extraurbano invece hanno durata che si estende fino ai sette minuti e sei secondi, toccando punte di velocità pari a 120 Km/h. La partenza avviene da fermo per poi raggiungere una velocità di 70 Km/h da mantenere per qualche secondo, per poi ridurla a 50 Km/h. Successivamente si accelera toccando prima i 100 Km/h fino ad arrivare al picco di 120 prima citato, il tutto a una media calcolata di 63 Km/h.

I risultati delle prove del ciclo misto (o combinato) si ottengono semplicemente facendo la media dei valori delle due prove urbana e extraurbana.

Sul libretto di circolazione vengono quindi riportati i dati dei consumi ottenuti da queste prove ed è quindi possibile comprendere agevolmente come si calcolano le emissioni. Basta moltiplicare la distanza chilometrica percorsa annualmente per il valore delle emissioni g/km di Co2 indicate sul libretto relative al ciclo combinato. Ovviamente il risultato di questa operazione andrà a variare, nella realtà dei fatti, in base allo stile di guida, penalizzando chi ha un piede particolarmente pesante.

Chi calcola le emissioni sono quindi i costruttori automobilistici, basandosi sulle normative e i parametri imposti dalle normative della CEE. Dobbiamo fidarci totalmente di questi calcoli?

Se consideriamo che i test sui consumi vengono svolti in un laboratorio che presenta condizioni decisamente diverse da quelle tipiche della guida urbana ed extraurbana, la risposta è decisamente no. Difatti, la vettura utilizzata come “campione” viene posizionata su un banco prova ad una temperatura di 20 gradi e con a bordo solo un guidatore del peso massimo di 75 Kg, che percorre il tragitto stabilito esclusivamente con pneumatici di serie. Come si può immaginare, anche solo tenendo conto di tutte le variabili che ci possono venire in mente, i risultati di questi test sono spesso poco indicativi e difformi da quelli riscontrati nelle strade di tutti i giorni.

Quali sono le 12 auto che consumano meno nel 2019?

Di seguito la classifica con indicati i consumi:

  1. Volkswagen Up! Metano (2.9 kg/100 Km)
  2. Peugeot 208 Active BlueHDI (3 l/100 Km)
  3. Citroen C4 Cactus BlueHDI (3.1 l/100 Km)
  4. Renault Clio 1.5 dCi (3.3 l/100 Km)
  5. Opel Corsa 1.3 CDTI (3.3 l/100 Km)
  6. Mazda 2 1.5  G Exceed (3.4 l /100 Km)
  7. Fiat 500 Lounge 0.9 (3.8 l/100 Km)
  8. Toyota C-HR 1.8 Hybrid (3.8 l/100 Km)
  9.  Toyota Aygo 1.0 (4.1 l/100 km)
  10. Smart Fortwo coupé (4.1 l/100km)
  11. Kia Niro 1.6 GDi (4.4 l/100 Km)
  12. Hyundai i10 1.0 (4.7 l/100 Km)

Sfoglia la galleria per vederle tutte e fai la scelta corretta tenendo presente che minori consumi significa minori spese per l’auto sul lungo termine e soprattutto una scelta ecologica!

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